![]() ottobre 2009 | nº 01 |
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Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti. Ferrara, Palazzo dei Diamanti 28 febbraio - 2 giugno 2010 Roberto Cantini |
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La mostra di primavera al Palazzo dei Diamanti è dedicata ad una figura chiave della scena artistica del secondo Novecento. Amico di maestri come Bonnard, Matisse, Léger, Braque, Chagall, Duchamp, Mirò, Calder e Giacometti, Aimé Maeght fu un editore di fama e soprattutto il fondatore a Parigi di una delle gallerie più innovative del secolo, nonché, a Saint-Paul de Vence, della Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, un tempio dedicato alla creazione artistica e un crocevia internazionale di pittori, scultori, scrittori, musicisti e intellettuali. Aimé Maeght promosse l'attività di maestri affermati e contribuì alla nascita di una nuova stagione della loro arte incoraggiandoli a utilizzare, oltre alla pittura, altri linguaggi. Per approfondire la conoscenza di questo affascinante capitolo della vita artistica e culturale del secondo dopoguerra, Ferrara Arte organizza la mostra Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti, la prima in Italia dedicata alla Galleria Maeght e alle vicende che ne hanno segnato la storia. L'esposizione, a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, è anche l'occasione per studiare un aspetto della storia dell'arte del Novecento fino ad oggi poco indagato ma assolutamente fondamentale: il mercato dell'arte e i suoi principali animatori, i mercanti e i galleristi. Oltre cento opere, soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, disegni, incisioni, fotografie d'epoca e volumi illustrati delle Edizioni Maeght, permettono di ripercorrere il ventennio d'oro che va dall'apertura della galleria parigina nel 1945 all'inaugurazione della Fondazione nel 1964. La rassegna è suddivisa in undici sezioni tematiche, legate tra loro, come un filo rosso che si snoda lungo tutta la mostra, dall'attività editoriale della galleria e dalla rivista Derrière le miroir, le cui uscite accompagnavano ogni esposizione con funzione di catalogo, entrambe originali traguardi raggiunti nell'intento di far dialogare le altre discipline con quelle figurative. La prima sezione della mostra riguarda l'intima amicizia che legava Aimé e Marguerite ai propri artisti, un legame nutrito anche della sensibilità e dell'ospitalità che la donna seppe sempre dimostrare loro. Ne sono testimonianza i ritratti di Marguerite realizzati da Matisse nel 1944 e da Giacometti nel 1961, insieme con il bellissimo dipinto di Bonnard, Fanciulla distesa del 1921. Tramite la figlia di Matisse, Marguerite, nel 1945 Aimé conobbe Georges Braque con il quale in breve nacque un'amicizia profonda e uno scambio fecondissimo. Fondatore del cubismo assieme a Picasso, Braque era allora un maestro indiscusso dell'arte moderna, in mostra si possono ammirare alcune tavole eseguite per La libertà dei mari un poema di Pierre Reverdy. Nella sezione dedicata a Giacometti troviamo i bronzi e in particolare La foresta del 1950, e poi Chagall in dipinti della maturità, come il celebre Sole giallo del 1958, Fiori secchi del 1975, e la gouache Per Paule e Adrien del 1956, che offrì all'artista l'occasione per tornare su uno dei suoi temi prediletti, l'abbraccio degli amanti. In mostra vengono accostate due personalità molto diverse come Kandinsky e Léger con opere molto significative come Il nodo rosso del 1936 e il légeriano trittico Grandi code di comete del 1930. La rassegna si chiude con un'ampia sezione dedicata alla Fondazione, creata da Aimé e Marguerite in memoria del figlio Bernard morto prematuramente: una sorta di «opera d'arte totale», dove i diversi linguaggi espressivi dialogano tra loro. Info: Call center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949 - www.palazzodiamanti.it
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