![]() giugno 2016 | nº 07 |
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"Fece di scoltura di legname e colorì". Scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi - Firenze, > 28 Agosto 2016 Roberto Cantini |
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La Galleria delle statue e delle Pitture degli Uffizi ospita un'esposizione che propone per la prima volta al pubblico la scultura in legno dipinto del Quattrocento fiorentino, un tema studiato con passione da Margrit Lisner e Alessandro Parronchi, ma ancora di nicchia e noto quasi agli addetti ai lavori, seppure costellato di opere di grande valore artistico. Nella Firenze del Quattrocento la scultura dipinta costituiva un imprescindibile modello espressivo per tutti gli artisti. In particolare, il tema del corpo sofferente sulla croce, modellato con un nuovo sentito naturalismo nei crocifissi di Donatello e Brunelleschi, fu oggetto di riferimento per le attività delle generazioni successive di artisti. Donatello e Brunelleschi dipingevano, presumibilmente, oltre che modellare le loro opere, poiché la policromia costituiva insieme all'intaglio un elemento essenziale per il raggiungimento di quel naturalismo integrale che perseguivano nelle loro opere. Tra queste ricordiamo i superbi Crocifissi di Santa Croce e Santa Maria Novella. La "Maddalena", in virtù di quella eseguita da Donatello (Museo dell'Opera del Duomo, Firenze), costituì un tema prediletto dagli scultori, come attestano in mostra l'avvenente Maddalena di Desiderio da Settignano nella chiesa di Santa Trinità, terminata da Giovanni d'Andrea, un allievo del Verrocchio e quella di Francesco da Sangallo del Museo diocesano di Santa Stefano al Ponte. La mostra illustra come nell'ultimo quarto del Quattrocento alcune grandi botteghe a conduzione familiare, sollecitate dalle richieste del mercato artistico, si fossero specializzate nella realizzazione di crocifissi e non solo per le chiese, bensì destinati anche alla devozione privata e conventuale. Tale produzione fu predominante tra gli esponenti della più alta tradizione dell'intaglio ligneo fiorentino: i fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano, i Sangallo - Giuliano, Antonio il Vecchio e Francesco -, i Del Tasso - Francesco e Leonardo - e Baccio da Montelupo. In mostra si possono ammirare per qualità il Crocifisso della SS.Annunziata di Firenze di Giuliano da Sangallo, quello del Museo Civico di San Gimignano di Benedetto da Maiano dipinto dal pittore Cosimo Rosselli e l'esemplare del Convento di San Marco di Baccio da Montelupo, già appartenuto a Savonarola. Il Tondo Doni, che fa parte del circuito della mostra, è uno fra i più famosi episodi di collaborazione tra pittore, Michelangelo, e un esponente della più alta tradizione dell'intaglio ligneo fiorentino, Francesco del Tasso, che eseguì la cornice con grottesche, fantasiosi racemi e protomi umane. Quasi sicuramente su disegno dello stesso Michelangelo. Con questa esposizione statue meravigliose sono liberate da una segregazione secolare nel buio delle cappelle, altre rivestono nuovi panni dopo restauri accurati, altre ancora trovano una più consona collocazione attributiva. Nella mostra le opere possono di nuovo dialogare in una realtà viva e pare quasi di avvertire, a mezzo millennio di distanza, i rumori di subbie, di scalpelli, di pestelli nei mortai, le voci dei garzoni che portano i sacchi di gesso, macinano i pigmenti, mettono in ordine la bottega, si sentono in sottofondo gli ordini dei maestri, la febbrile, mirabile, operosa creativa esistenza delle botteghe del Rinascimento. La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Alfredo Bellandi, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi, la Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi e Firenze Musei. Info: www.gallerieuffizimostre.it firenzemusei@operalaboratori.com
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