Fashion Design Lab Magazine
giugno 2017 | nº 08
  Ventagli. Creazioni d'Artista
Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, > 13 maggio 2018
Roberto Cantini
 
   

Il ventaglio inteso come opera d'arte è il protagonista della mostra che la Fondazione Culturale Hermann Geiger organizza e promuove a Cecina (Livorno) a partire dal prossimo 31 marzo, nei suoi spazi espositivi in piazza Guerrazzi 32. L'esposizione "Ventagli. Creazioni d'Artista" propone ai visitatori una selezione di 90 pezzi provenienti dalla raccolta di Luisa Moradei, studiosa e collezionista fiorentina.

Attraverso questo accessorio, la mostra offre un'ampia panoramica sull'arte contemporanea italiana. Il ventaglio, svincolato dalla sua funzionalità, viene presentato attraverso una ricca gamma di lavori che si distinguono fra loro sia per la tecnica decorativa che per la varietà dei materiali impiegati. Troviamo così impiegati legno, ferro, terracotta, carta e cartone, rame, travertino, plastica, specchi, piume, stoffa, foglie, piombo, ceramica e reti metalliche, materiali che vanno a trasformare l'oggetto ventaglio, così come siamo abituati a pensarlo, e lo declinano in opere di pittura, scultura, fotografia, incisione, oreficeria, tessitura e altro. In molti casi il risultato, pur nelle molteplici diversificazioni, si mantiene fedele alla forma di origine mentre in altri raggiunge effetti puramente allusivi, stravolgendo la forma stessa fino ai limiti della sua riconoscibilità.

Sono poco meno di cento gli artisti italiani rappresentati in mostra, dai grandi nomi ai giovani emergenti, ognuno dei quali, lasciatosi suggestionare dalla storia e dagli usi del ventaglio, ha raccontato con la propria cifra stilistica questo oggetto che, così interpretato, ha abbandonato la sfera quotidiana per immergersi totalmente nel campo dell'arte. Elio Marchegiani con le sue armoniose grammature, Tino Stefanoni che presenta l'essenzialità della forma nella linearità del ventaglio; Gillo Dorfles con i disegni che fuoriescono dall'inconscio; Pietro Gilardi che per l'occasione abbandona la scultura per tradurre su carta l'elemento naturale che caratterizza le sue opere. Non mancano poi un ventaglio di Emilio Isgrò con le tipiche cancellature dell'artista e l'espressionismo astratto di Giacomo Soffiantino. Nell'opera di Pino Pinelli, maestro dell'arte analitica, il volo di nuvole di colore rosso nello spazio della tela richiama movimento e leggerezza; Giosetta Fioroni ha creato un enorme ventaglio che esplode potente e decorativo ma che si allontana stilisticamente dai suoi lavori pop degli Sessanta e Settanta; Riccardo Guarneri presenta invece un delicatissimo schermo in cartone, in linea con la sua ricerca artistica aniconica e analitica.

Tra questi grandi nomi si inseriscono poi giovani artisti che propongono letture ancora diverse dell'opera ventaglio, anche grazie all'utilizzo di materiali non convenzionali come le posate in plastica deformate dal calore utilizzate da Donato Landi; le fibre ottiche unite a pizzi neri e piume di struzzo di Federico Laguzzi; la mezza ruota di bicicletta di Claudio Cammilli e Mariana Prioli; la porcellana di Nicole Grammi.

Nel corso della storia il ventaglio, in origine oggetto di uso quotidiano e con funzioni pratiche, si è trasformato acquisendo vere e proprie connotazioni artistiche e talvolta significati simbolici. La vera e propria moda del ventaglio come indispensabile e raffinato complemento dell'abito femminile esplose nel Settecento e proseguì per tutto l'Ottocento. Il potenziale espressivo di questo accessorio non sfuggi alle fantasie interpretative dei pittori che durante la Belle Epoque iniziarono a cimentarsi con il piccolo formato della pagina a lunetta trasferendovi il loro estro artistico. Prese così campo la consuetudine di dipingere un ventaglio per poi farne dono ad amiche o alla persona amata in occasione di compleanni o altre ricorrenze.

Questa illustre tradizione ottocentesca della dedica ha suggerito a Luisa Moradei l'idea di una collaborazione con artisti contemporanei che hanno reso possibile la formazione di questo corpus, unico nel suo genere. Il progetto è iniziato circa venti anni fa e ha coinvolto complessivamente oltre 150 artisti che hanno realizzato per lei opere uniche e originali. Si tratta di ventagli "ad personam" che attestano il legame tra l'autore e la dedicataria e che contribuiscono a creare un continuum ideale nell'affascinante mondo del ventaglio evidenziandone la valenza comunicativa e l'identità artistica, così come usava due secoli fa. La mostra "Ventagli, Creazioni d'Artista", curata dalla Fondazione Geiger con il coordinamento di Federico Gavazzi e con la collaborazione della collezionista Luisa Moradei, sarà inaugurata sabato 31 marzo alle ore 17 e resterà aperta con ingresso libero tutti i giorni fino al 13 maggio, dalle ore 16 alle ore 20.

info:
www.hlstampa.com

Una delle opere esposte [Gillo Dorfles, Senza titolo, 2005] alla mostra «Ventagli. Creazioni d'Artista», in corso alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, fino al 13 maggio 2018 Una delle opere esposte [Osvaldo Cavandoli (Cava), Il naufrago, 2006] alla mostra «Ventagli. Creazioni d'Artista», in corso alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, fino al 13 maggio 2018 Una delle opere esposte [Patrizia Borgi, Terra e vento, 2011] alla mostra «Ventagli. Creazioni d'Artista», in corso alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, fino al 13 maggio 2018
 
Una delle opere esposte [Simon Benetton, Senza Titolo, 2011] alla mostra «Ventagli. Creazioni d'Artista», in corso alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, fino al 13 maggio 2018 Una delle opere esposte [Riccardo Licata, Senza titolo, 2011] alla mostra «Ventagli. Creazioni d'Artista», in corso alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, fino al 13 maggio 2018 Una delle opere esposte [Elio Marchegiani, Inservibile ventaglio, 2017] alla mostra «Ventagli. Creazioni d'Artista», in corso alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, Piazza Guerrazzi 32 - Cecina - Livorno, fino al 13 maggio 2018
 
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