Fashion Design Lab Magazine
giugno 2016 | nº 07
  Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti
Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018
Roberto Cantini
 
   

Enciclopedica figura di erudito, divenuto cardinale all'età di cinquant'anni, Leopoldo de' Medici (Firenze, 1617 - 1675 ), figlio del granduca Cosimo II e dell'arciduchessa Maria Maddalena d'Austria, spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Servendosi di abilissimi agenti, mercanti e segretari italiani e stranieri, radunò, nel corso della sua vita, esemplari eccellenti e raffinati nei più diversi ambiti: sculture antiche e moderne, monete, medaglie, cammei, dipinti, disegni e incisioni, avori, oggetti preziosi e in pietre dure, ritratti di piccolo e grande formato, libri, strumenti scientifici e rarità naturali. Uomo scrupoloso e di indole riflessiva lasciò traccia delle sue predilezioni nella ricchissima corrispondenza intrattenuta con gli agenti, edita di recente e nota alla critica.

Alla morte del Cardinale, la maggior parte delle opere a lui appartenute entrarono nelle collezioni granducali e molte di esse furono espressamente destinate dal nipote, il granduca Cosimo III, ad abbellire la Galleria degli Uffizi: l'ingresso sistematico dell'eredità di Leopoldo, nelle raccolte del principale museo della Casata toscana provocò uno dei più radicali rinnovamenti nella sua storia.

Nel quarto centenario della nascita di Leopoldo, le Gallerie degli Uffizi hanno voluto dedicare un'esposizione alla sua figura con lo scopo di presentare al pubblico esempi significativi del suo gusto nei diversi campi in cui esercitò la sua azione di conoscitore. Proprio nella reggia medicea erano custodite in origine le vastissime raccolte di Leopoldo, ospitate nel suo fastoso appartamento al secondo piano di Palazzo Pitti, allestito con gusto improntato al Barocco romano. Dotato di una forte memoria visiva, Leopoldo riuscì a predefinire la sua collezione vedendone, già dagli anni precoci dei primi acquisti, la futura morfologia, la struttura portante, lo stile e la qualità che avrebbero assunto un'impalcatura concettuale in grado di resistere e affascinare fino ai nostri tempi. Niente fu lasciato al caso e le circostanze che videro promuovere contrattazioni anche lunghe e articolate, si attennero sempre al rigore di una precisa prassi.

Nel tempo in cui a Roma si effettuavano importanti campagne di scavo, Leopoldo grazie all'apporto dei suoi agenti e consiglieri, tra i quali Ottavio Falconieri, Leonardo Agostini, Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini, Ercole Ferrata, concluse l'acquisto di busti e sculture antichi di notevole pregio artistico, come la statua di fanciullo togato in basalto del II secolo d.C. scoperta nel 1651. Vicino alla scuola galileiana, il Principe fu, insieme al fratello Ferdinando II, promotore dell'Accademia del Cimento ( 1657-1667 ), diretta espressione dell'atteggiamento sperimentalista che fiorì nella corte medicea pochi anni dopo la morte di Galileo Galilei. Nella collezione del Cardinale diversi erano gli strumenti appartenuti al grande scienziato, identificati in questa occasione nelle raccolte del Museo Galileo di Firenze.

Interessato ai viaggi in terre lontane, vissuti attraverso le cronistorie letterarie, Leopoldo riunì nelle sue collezioni rarità naturali e oggetti preziosi dall'Oriente e dai paesi del Nuovo Mondo: dalle coppe con nautili lavorati in Cina agli oggetti in lacca giapponese, dalle armi indonesiane alla rarissima maschera in travertinite del IV - V secolo d.C. proveniente da Teotihuacan (Messico). I contatti con il Nord Europa lo portarono a collezionare importanti gruppi scultorei in avorio di carattere sacro e profano, mentre la profonda religiosità che si respirava alla corte medicea lo spinse a commissionare preziosi reliquiari che dispersi nel corso del XVIII secolo in alcune basiliche della Toscana, sono stati riuniti in occasione dell'esposizione.

Se è impossibile ricreare gli ambienti dell'appartamento del Cardinale e riunire i numerosissimi dipinti della sua collezione , una scelta mirata riesce comunque a evocare lo sfarzo delle sue stanze dove i quadri di Tiziano, Pontormo, Botticelli, Parmigianino, Veronese, Bassano, Correggio si stagliavano sul fondo rosso delle pareti rivestite di taffetà nel fulgore delle loro cornice dorate, disegnate da artisti di chiara fama, quali Pietro da Cortona o Ciro Ferri.

La volontà di lasciare memoria delle fattezze di personaggi di rilievo si manifestò nell'intento di costruire una storia dell'arte europea attraverso i ritratti dei suoi protagonisti: una stanza intera del suo appartamento era dedicata agli autoritratti dei pittori più famosi, una collezione unica al mondo ancor oggi vanto della Galleria degli Uffizi; così come la determinazione con cui perseguì una importante raccolta di disegni, con l'aiuto dell'esperto Filippo Baldinucci, costituì il nucleo primigenio del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.

La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli, Maria Sframeli, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.

info:
www.uffizi.it

Una delle opere esposte alla mostra «Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti» | Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti» | Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti» | Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018
 
Una delle opere esposte alla mostra «Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti» | Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti» | Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti» | Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze, > 28 gennaio 2018
 
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