Fashion Design Lab Magazine
giugno 2016 | nº 07
  I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee
Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018
Roberto Cantini
 
   

Il 31 ottobre 1517 vennero affisse alla porta della Schlosskirche di Wittemberg le Novantacinque tesi contro la prassi della vendita delle indulgenze e l'autorità del papa, evento che aprì la strada alla Riforma protestante. Per celebrare la ricorrenza del cinque centenario, gli Uffizi presentano una mostra, allestita in Sala Detti, un prezioso nucleo di dipinti di soggetto luterano appartenenti alle collezioni medicee.

Infatti in esposizione ci sono le icone della nuova Chiesa riformata: i ritratti di Martin Lutero e di Filippo Melantone, i due teologi promotori del movimento riformatore; di Lutero già monaco agostiniano, e della moglie Caterina von Bora, monaca cistercense; dei fratelli Federico III il Saggio e Giovanni, Elettori di Sassonia e sostenitori politici della Riforma. Tutti questi dipinti sono accomunati dall'essere usciti dalla florida bottega di Lucas Cranach il Vecchio, pittore ufficiale della nuova corrente religiosa. A questi si affianca una copia antica di un ritratto di Lutero, il dittico di Adamo ed Eva, capolavoro di Lucas Cranach, e una Madonna col Bambino e il San Giovannino, prove della padronanza del pittore nell'interpretare temi sacri sia attinenti alla nuova spiritualità riformata, sia a quella cattolica.

Lucas Cranach il Vecchio amico personale di Lutero e pittore di corte dell'Elettore Palatino Federico III il Saggio, creò le opere da far circolare come manifesti della nuova ideologia. L'artista sostenitore di Lutero e del suo programma, formulò così la Piconografia ufficiale della ritrattistica dei capi del movimento, improntandola alla massima semplicità: Lutero e Melantone, e anche della moglie del Primo, Caterina von Bora, la cui effige in coppia con quella del marito attestava l'abolizione del celibato dei sacerdoti. Anche gli Elettori Palatini Federico III il Saggio e suo fratello Giovanni I il Costante furono oggetto del programma iconografico.

Nel frattempo Cranach elaborava anche incisioni di immagini, a corredo dei testi sacri riformati, che in parte pubblicò lui stesso come editore. In mostra sono esposte per la prima volta tre serie di incisioni di altissima qualità che illustrano argomenti sacri come la Passione di Cristo, gli Apostoli, i Martiri degli Apostoli, oltre ad altre stampe singole. Nel campo dell'incisione Cranach dovette misurarsi con la grandezza di Durer, cui si ispirò creando soluzioni comunque originali: in mostra sono esposti alcuni significativi esempi di questo fruttuoso confronto fra i due maestri sul tema della penitenza di San Giovanni Crisostomo e del peccato originale. In rappresentanza della produzione di stampe allegoriche che descrivevano satiricamente i vertici ecclesiastici romani, del tutto assente dalle collezioni medicee, in mostra è presente un famoso libretto di Lutero e Melantone illustrato da Cranach ( Deutung der zwu grewlichen figuren Bapstesels zu Ram vund Munchkalbs zu Freyberg in Meyssen funde ); un genere il cui successo prosperò per almeno un secolo e che avrebbe scatenato una reazione antagonista di pari graffiante potenza.

In mostra anche i ritratti di personalità di ambito fiorentino che furono inquisite per aver manifestato il loro interesse verso le nuove teorie religiose: Pietro Carnesecchi di Domenico Puligo e Bartolomeo Panciatichi di Agnolo Bronzino. Infatti il clima circolante a Firenze negli anni Quaranta del Cinquecento, mentre i rapporti fra Cosimo I e la chiesa di Paolo III Farnese erano al massimo della tensione, era imbevuto delle nuove dottrine che si stavano propagando nei circoli intellettuali di letterati, artisti, funzionari di corte, vescovi e nell'Accademia Fiorentina, Cosimo si spese in una difesa a oltranza di queste personalità, ma non sempre con successo, come nel caso di Carnesecchi, che fu giustiziato.

Per tornare ai dipinti fiorentini di Cranach il Vecchio, risale al 1561 la prima citazione inventariale della presenza nelle collezioni medicee delle effigi dei coniugi Lutero. Gli Elettori di Sassonia provengono invece dall'eredità urbinate di Vittoria della Rovere, a riprova della diffusione dei volti della Riforma nelle corti di tutta Europa. Collocati in posizioni defilate, i ritratti di Lutero e Melantone ebbero un momento di grande visibilità nella Sala dei Pittori dell'appartamento del Cardinal Leopoldo, che li separò per inserirli in ricche cornici barocche. Questi ritratti rimasero dunque parte inalterata delle collezioni nonostante l'immagine pubblica della dinastia nel corso del tempo sia stata sempre più fortemente connotata da una strettissima ortodossia cattolica.

Come ricorda Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, la mostra ora alle Gallerie degli Uffizi ci offre testimonianza della grande apertura mentale dei Medici anche verso le nuove tendenze teologiche, al fine di documentare la varietà culturale dell'Europa. Ribadisce inoltre la qualità artistica quale criterio del collezionismo mediceo, come dimostrano le xilografie Lucas Cranach il Vecchio con versi della Bibbia tradotti da Lutero, che sono i più preziosi al mondo. L'esposizione è stata anche l'occasione per un'importante campagna di restauri, che ha incluso due straordinarie cornici seicentesche attribuite a Vittorio Crosten. Tutte le incisioni di Cranach esposte sono state restaurate da Maurizio Boni e Luciano Mori, restauratori del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Francesca de Luca e Giovanni Maria Fara, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.


Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018
 
Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018
 
Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018 Una delle opere esposte alla mostra «I Volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee» | Sala Detti e Sala del Camino, Galleria delle Statue e delle Pitture, Uffizi, Firenze, > 7 gennaio 2018
 
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